Ora lo vedo: il momento in cui sai di non essere una storia triste, sei vivo e ti alzi in piedi e vedi la luce dei palazzi e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta. E senti quella canzone, su quella strada, insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo, e in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito!

lo sapevi che…

Stephen Chbosky è il regista del film ma anche autore del romanzo da cui è tratto (1999). Quest’ultimo era intitolato “Ragazzo da parete”, non a caso, riferendosi a chi nelle situazioni sociali non riesce a sentirsi coinvolto fino a diventare parte della tappezzeria, della parete.

La scelta del regista di aprire e chiudere il film con l’immagine del tunnel simboleggia la necessità nei momenti di crisi di attraversarli, perdersi e riscoprirsi per trasformarli in opportunità di crescita.

“IL MURO”

Troppo facile restare spettatori della vita, osservare da lontano, magari appoggiati ad una parete, senza mai tuffarsi davvero. Il muro fatto di insicurezze, aspettative, paura di fallire, timore di essere giudicati non ci protegge ma c’imprigiona. Come si può abbattere il muro? Facile! Fai un bel respiro, prendi la mira e butta tutto giù, mattone dopo mattone.

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Attività rientrante nell’ambito del progetto Goal – Fare centro nello sport e nella vita, realizzato con il finanziamento concesso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’annualità 2023 a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art.72 del D. lgs. n° 117